Pacifico
La barca beccheggiava e si scuoteva come se fosse fatta di legno di balsa. Le sua struttura metallica risuonava con un accento sordo di tuono lontano. I bulloni che univano le lamiere vibravano e saltavano, comunicando a tutta l’intelaiatura quell’instabilità che precede il disastro. Le ore passavano e non avevamo la certezza di stare avanzando. Era come se ci fossimo installati per sempre nel fragore implacabile delle acque, aspettando di essere trascinati da un momento all’latro dal vortice. Mutis, La Neve dell’Ammiraglio
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