In gran parte piatta e desertica, l’isola è caratterizzata da paesaggi molto diversi: dune, spiagge incontaminate, distese di pietre vulcaniche ed oasi. Più vicina alle coste africane, si estende su una superficie di 620 kmq ma nonostante sia la terza isola in ordine di grandezza dell’arcipelago, è la meno popolata. Boavista venne scoperta nel 1460 e battezzata con il nome di Sao Cristovao ma poco dopo prese il nome attuale, letteralmente "Bella vista", un’esclamazione che i marinai portoghesi usavano quando avvistavano una terra vergine. I bassi fondali e il magnetismo della punta del Morro, capace di confondere le bussole, hanno rappresentato per secoli un enorme pericolo per i navigatori. L’isola fu dimenticata per oltre due secoli per la scarsità dell’acqua e i pericoli per le imbarcazioni: i pochi abitanti sopravvissero grazie alla pesca e alle capre, presenti in abbondanza sul territorio. L’economia iniziò a riprendersi nel '600 quando gli inglesi sfruttarono le saline naturali. Nei primi decenni dell’Ottocento l’isola visse un periodo di prosperità grazie proprio al fruttuoso commercio del sale. Lunghe carestie e frequenti invasioni di cavallette provenienti dal Sahel Africano segnarono invece il XX secolo.
Attualmente Boavista è un paradiso per gli amanti della natura selvaggia e degli sport acquatici, in particolare il windsurf e il diving. Nei fondali giacciono numerosi relitti, oltre una sessantina, affondati in epoche diverse. Buone le possibilità per chi ama dedicarsi alla pesca d’altura e per chi desidera ammirare grandi cetacei e squali balena. Nelle acque tra Capo Verde e il Gambia è stato individuato un ricco santuario delle balene.
La costa nord orientale di Boavista, una delle meno battute, offre spettacolari incontri: le acque particolarmente ricche di pesce e gli squali raggiungono spesso la riva. Spesso fermandosi sulla battigia è possibile scorgere le pinne a pelo d’acqua.
Le difficoltà per spostarsi non mancano: da Sal Rei si prende la strada diretta a nord, dopo una decina di chilometri si incontra una deviazione per Bofareira e si segue la pista accanto al letto di un torrente. Proseguendo per Bofareira si arriva al villaggio abbandonato di Espinguera. Spostandosi verso est si arriva a Ponta Rodrigo dove è possibile ammirare tra isolotti e non lontano si scorge Praia das Gatas, una serie di spiagge dove le tartarughe si fermano durante il periodo della riproduzione.