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Visita all`isola di Mal di Ventre

Se si decide di abbandonare la terra ferma, un’escursione indimenticabile è sicuramente quella all’Isola di Mal di Ventre, 80mila ettari di notevole interesse naturalistico. Distante appena 8 km dalla costa del Sinis, è facilmente raggiungibile con qualsiasi gommone. Occorre però stare molto attenti alle condizioni del mare poiché, trattandosi di una zona aperta alle correnti, è facile che le acque si agitino in poco tempo. Ma chi non può disporre di un mezzo proprio ha la possibilità di rivolgersi ai numerosi barconi che in questa zona svolgono il servizio turistico collegando la terra ferma con l’isola [da giugno a settembre le partenze sono giornaliere e spesso è previsto a bordo anche il pranzo]. La località dove è più facile usufruire del servizio è Putzu Idu, il punto della costa più vicino all’isola di Mal di Ventre. Insomma in pochi minuti si arriva in un luogo da favola dove la vita sembra essersi fermata. Regna la solitudine e si provano sensazioni pensabili solo per lande lontane: non esistono insediamenti umani e agli occhi del visitatore si offre una distesa di prati con tipica macchia mediterranea costituita da bassi cespugli di cisto, lentisco, rosmarino, palma nana fra i quali si aggirano centinaia di conigli e varie specie di uccelli migratori (marangone dal ciuffo, berta maggiore e minore, gabbiano reale, il raro gabbiano corso, e il falco della regina), che qui sono soliti nidificare. In epoca preistorica sull’isola ci sono state forme di vita. Ne rimangono tracce grazie alla presenza di un nuraghe che sorge sulla spiaggia rivolta verso la Sardegna. Altri resti risalgono ai periodi punico, romano e medievale. L’unica presenza in tempi moderni, è quella dei pastori che in inverno traghettavano sull’isola le loro greggi. Oggi invece Mal di Ventre è meta solo di quanti vogliono trascorrere una giornata lontano del resto del mondo in una dimensione da favola. Mentre la parte occidentale è caratterizzata dalla presenza di scogli granitici (Cala Maestra) molto pittoreschi che per certi versi ricordano quelli delle coste nord orientali della Sardegna, il versante orientale, più protetto e quindi con le acque più calme, comprende numerose splendide calette tutte caratterizzate da una sabbia quarzosa, simile a quella delle altre spiagge del Sinis, e da acque trasparenti ideali per una immersione prima del ritorno sulla terra ferma. I fondali di Cala Sisine, Cala del Nuraghe, Cala dei Pastori e Cala Valdaro sono infatti ricchi di numerose specie ittiche. Alberto La Marmora, nel suo Itinerario di Sardegna, sostiene addirittura di aver avvistato durante il suo viaggio nell’isola nel secolo scorso, vari esemplari di foca monaca, ovviamente ormai estinti.

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