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Seychelles del Nord
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 Quaranta chilometri a sud-ovest di Land’s End (Cornovaglia), estremità occidentale della Gran Bretagna, nell’Oceano Atlantico, s’incontra l’arcipelago delle Scilly: 55 isolette granitiche, di cui solo cinque abitate (St Mary’s, Tresco, Bryher, St Martin’s, St Agnes), più la sessantina di scogli delle Western e Eastern Rocks. Sole, clima mite, mare azzurro e trasparente, spiagge di sabbia bianca, tappeti fioriti… non sembra vero di trovarsi a poca distanza dalla piovosa Londra, merito della Corrente del Golfo e della conformazione delle isole, basse e levigate: le perturbazioni atlantiche scivolano oltre, andando a scaricarsi sul continente.
Scilly significa sole (dal bretone Sulli), non ci potrebbe essere denominazione più azzeccata. Gli abitanti, però, consci della condizione privilegiata dell’arcipelago (e di riflesso loro), le chiamano anche isole Fortunate. Poeti e pittori del calibro di A. Tennyson o M.V. Turner hanno poi creato altri nomi: isole dei fiori, del vento, della luce…
Isole dei fiori. Dei fiori selvatici, che da maggio a settembre colorano di rosa e giallo la terra: Marigold (tagete), Sea-Thrift (armèria), Mesembryanthemum… Dell’erica che chiazza le colline esposte alla furia dei venti autunnali. Dei Soleil d’Or, i narcisi vanto delle Scilly coltivati a cielo aperto tutto l’anno, che per la precoce primavera isolana si raccolgono già in novembre. Era il 1868 quando un certo W. Trevellick inviò al mercato floreale di Convent Garden (Londra) un grande mazzo di narcisi gialli, da allora i fiori dell’arcipelago vengono esportati in tutto il mondo e accanto alla pesca e al turismo rappresentano l’attività economica più importante.
Il mare che le lambisce è il segreto del successo turistico: le spiagge, ma anche il mondo sottomarino delle Scilly. Foreste di alghe giganti, pareti di spugne e colorati anemoni, delfini, foche, 900 relitti (ufficiali, ma i naufragi si dice siano stati più di 2000)… un labirinto di rocce sommerse ha fatto vittime illustri - il Colossus, nave da guerra di Nelson affondata nel 1798 insieme alla collezione di tesori greci di W. Hamilton (recuperati ed esposti al British Museum), o il Lawson, il più grande veliero mai costruito – e ispirato alcuni dei salvataggi più audaci della storia del mare. Il salvataggio, che come pirateria e contrabbando è stato un business e ha addirittura modellato usi e costumi delle Scilly: le regate di pilotine (sport nazionale) sarebbero nate dalle corse per arrivare primi sul luogo del naufragio!
Intorno alle Scilly, infine, non poteva mancare una leggenda: le isole sarebbero la ‘cima’ del perduto regno di Lyonesse, sommerso dal mare per punire i costumi dissoluti dei sudditi…
LE ISOLE SCILLY
St Mary’s. Isola maggiore, punto d’approdo delle Scilly, base di partenza per la visita alle altre isole. Ospita il capoluogo dell’arcipelago, Hugh Town, dove si può visitare un museo sulla storia marinara delle Scilly. Su St. Mary’s si snodano diversi itinerari: in The Garrison, per Penninis Head, attraverso siti storici e archeologici... L’isola è sede del campionato mondiale delle pilot gigs, barche a remi ultraleggere, un tempo impiegate nei salvataggi e nel contrabbando.
Tresco. Chi ama i fiori non dovrebbe perdersi gli Abbey Gardens, i giardini sub-tropicali intorno all’antica abbazia benedettina (X secolo): anche d’inverno sono oltre 300 le piante in fiore. In un angolo dei giardini, chiamato Walhalla (il paradiso germanico degli eroi di guerra!), si ammirano le polene delle navi naufragate alle Scilly... Il giro dell’isola fa tappa al Cromwell’s Castle, alle spiagge di Gimble Porth, Rushy Port e Pentle Bay.
Bryher. La più piccola delle isole abitate e la meno frequentata dai turisti. Terra aspra e selvaggia, sferzata dai venti atlantici, l’isola è particolarmente amata dagli artisti. Suggestive vedute sulle Western Rocks.
St Martin’s. L’isola più settentrionale. Rinomata per le belle spiagge di Lawrence Bay e Great Bay, lunghissime e deserte: la loro sabbia è talmente fine che fino a non molto tempo fa raggiungeva l’Europa per asciugare l’inchiostro di lettere e manoscritti!. Molti i relitti: dell’Arran, che riemerge con la bassa marea, dei velieri Hope e Palinuris, i cui serbatoi hanno restituito barili di rhum, zanne d’elefante, monete d’argento e sacchi di polvere d’oro. Il pittore Turner fu sedotto dai suoi tramonti…
St Agnes. Il territorio abitato più meridionale della Gran Bretagna. Durante la bassa marea, una lingua di terra lo collega a Gough, grosso scoglio disabitato con reperti archeologici. St. Agnes concentra i paesaggi tipici delle Scilly: campi di fiori, lunghe spiagge bianche e deserte, mare turchese…
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